Pratiche ambientali: emissioni, scarichi e rifiuti

Ti aiutiamo a orientarti negli adempimenti ambientali dell'impresa, dalle autorizzazioni alla gestione dei rifiuti, con consulenza tecnica e analisi di laboratorio.

Tre ambiti, una norma di riferimento

Il D.Lgs. 152/2006 (Testo unico ambientale) regola la tutela dell'ambiente. In pratica, per un'azienda significa emissioni in atmosfera, scarichi di reflui produttivi e gestione dei rifiuti.

Emissioni in atmosfera

Ogni impianto che produce emissioni deve avere una preventiva autorizzazione, nel rispetto dei valori limite imposti. Sono emissioni le sostanze solide, liquide o gassose immesse in atmosfera da uno o più punti.

Scarico dei reflui

Tutti gli scarichi in pubblica fognatura, a eccezione di quelli domestici, devono essere autorizzati. A seconda dell'attività può servire un impianto di pretrattamento.

Gestione dei rifiuti

Dalla produzione fino al recupero o allo smaltimento: classificare il rifiuto, scegliere trasportatori e impianti autorizzati e conservare la responsabilità fino alla destinazione finale.

Emissioni in atmosfera

Ogni azienda, per essere operativa, deve ottenere una preventiva autorizzazione alle emissioni dall'ente competente, nel rispetto dei limiti imposti.

Per le attività industriali il D.Lgs. 152/2006 prevede due livelli autorizzativi. Per le aziende soggette ad AIA, l'autorizzazione sostituisce quella alle emissioni; negli altri casi può essere compresa, se del caso, nell'AUA.

  • Autorizzazione ordinaria, con il procedimento dell'art. 269;
  • Autorizzazione generale, per le attività in deroga elencate nella Parte II dell'Allegato IV alla Parte V (art. 272, commi 2 e 3).

Scarico dei reflui

L'autorizzazione è rilasciata dal Comune, previo parere degli enti interessati tra cui il gestore della rete fognaria, e solo per attività collegate alla fognatura pubblica. Il permesso di allacciamento non costituisce titolo di scarico.

Se le acque reflue derivano da cicli produttivi e non rispettano i limiti della Tab. 3 dell'Allegato 5 alla Parte terza del D.Lgs. 152/2006 (per esempio caseifici, mattatoi e cantine vinicole), serve un impianto di depurazione. Eventuali deroghe ai limiti non sono mai definitive e dipendono dalla capacità residua dell'impianto di trattamento finale.

Quando serve il pretrattamento

  • ristoranti con oltre 80 coperti: separatore di grassi;
  • officine meccaniche, autolavaggi e insediamenti con acque contaminate da idrocarburi: separatori, con smaltimento come rifiuto del materiale separato;
  • aree esterne adibite a deposito di materie prime o rifiuti, o dove si lavano superfici scoperte con possibile dilavamento di sostanze inquinanti: impianto di trattamento delle acque di prima pioggia.

Gestione dei rifiuti

La gestione dei rifiuti comprende raccolta, trasporto, trattamento (recupero o smaltimento) e riutilizzo dei materiali di scarto, con l'obiettivo di ridurre l'impatto sulla salute e sull'ambiente.

Secondo l'origine

  • Rifiuti urbani
  • Rifiuti speciali

Secondo la pericolosità

  • Rifiuti non pericolosi
  • Rifiuti pericolosi

Il produttore del rifiuto

Il produttore (art. 183, comma 1, lett. f, D.Lgs. 152/2006) è il soggetto la cui attività genera rifiuti, o chi effettua operazioni di pretrattamento o miscelazione che ne modificano natura o composizione. Gli oneri restano a suo carico.

Caratterizzazione

Attribuire il codice CER al rifiuto prodotto, anche affidandosi a laboratori accreditati.

Controllo delle autorizzazioni

Verificare le autorizzazioni del trasportatore e dell'impianto di recupero o smaltimento. Il produttore conserva la responsabilità del corretto avvio fino alla destinazione finale, salvo il conferimento al servizio pubblico.

Rispetto delle norme

Accertarsi che stoccatori, trasportatori e gli altri detentori rispettino le norme tecniche e le condizioni previste per ogni tipologia di rifiuto.

Come possiamo aiutarti

ELITE ti affianca con consulenza tecnica per la redazione delle pratiche ambientali e con analisi di laboratorio.

  • domande per il rilascio delle Autorizzazioni Integrate Ambientali (AIA);
  • domande per il rilascio delle Autorizzazioni Uniche Ambientali (AUA);
  • valutazione del rischio e dello stato di conservazione delle coperture in cemento-amianto, a firma di tecnico abilitato, in conformità alle norme vigenti;
  • caratterizzazione dei rifiuti;
  • monitoraggio delle emissioni in atmosfera;
  • analisi delle acque reflue, civili e industriali.

Domande frequenti sulle pratiche ambientali

Quali pratiche ambientali deve gestire un'azienda?

Dipende dall'attività. Le principali riguardano le emissioni in atmosfera, gli scarichi di acque reflue e la gestione dei rifiuti, regolati dal D.Lgs. 152/2006 (Testo unico ambientale).

Chi autorizza lo scarico in pubblica fognatura?

L'autorizzazione è rilasciata dal Comune, previo parere degli enti interessati, tra cui il gestore della rete fognaria. Il permesso di allacciamento alla fognatura non costituisce titolo di scarico.

Chi è il produttore del rifiuto e di che cosa risponde?

È il soggetto la cui attività produce rifiuti (art. 183 del D.Lgs. 152/2006). Deve caratterizzare il rifiuto e attribuire il codice CER, verificare le autorizzazioni di trasportatore e impianto, e accertarsi che le norme siano rispettate. La responsabilità del corretto smaltimento o recupero resta in capo al produttore fino alla destinazione finale.

Quanto costa una pratica ambientale?

Non pubblichiamo listini: dipende dalla pratica e dall'attività. Il preventivo è su misura, gratuito e senza impegno.

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